NADO CANUTI

Nado Canuti e' nato nel 1929 a Bettolle di Siena (Siena).
Nel 1950 ha iniziato l'attivita' artistica.
quali la Quadriennale di Roma (1965, 1972), il Premio Suzzara (1971), la Biennale di Milano (1989), la Biennale Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura di Padova (1995) e a numerose collettive in Italia e all'estero.
Sue mostre personali sono state allestite a Roma, Milano, Bolzano, Bologna, Venezia, Lorrach (Germania), Basilea, Modena, Firenze, Genova, Parma, Livorno, Arezzo ecc.
Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Milano.


Web: www.nadocanuti.com

Le Opere:

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Deposizione I, 1968
cemento fuso scalpellinato, 60x40 cm.

Le Deposizioni di Canuti, nel gioco aspro delle diagonali, animano l'ideazione fantastica assumendo l'occasione ispirativa in un ambito di significati piu' vasti, universali. Semanticamente difatti il dato evangelico e' portato ad alludere ad una situazione generale, di rapporti interpersonali, di caritas nel senso piu' imparziale della parola.

Elvio Natali in "Nado Canuti", Edizioni Bora, Bologna, 1976




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Deposizione II, 1968
cemento fuso scalpellinato, 69x48 cm.

All'immagine della Mater dolorosa si e' sostituita quella dell'uomo, a significare la compassione amicale, o meglio fraterna; mentre al divino Deposto subentra l'individuo comune, caduto, vinto dal dolore e dalla morte.
Anche stilisticamente le Deposizioni instaurano un'apertura nel modulo stilistico del Canuti: [...] Canuti induce ora un vettore diagonale evidentemente piu' drammatico nella sua concezione, ordianata finora secondo il tracciato delle orizzontali e delle verticali.

Elvio Natali in "Nado Canuti", Edizioni Bora, Bologna, 1976




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Otto fioretti di San Francesco, 1979
bronzo, 26x15 cm.




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Cristo come apparizione,1971-1972
acrilico, 19x9 cm.




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Crocifisso, 1971
acrilico colorato, 24x23 cm.




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Figura di Cristo, 1972
acrilico, 23x6 cm.





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Figura di santo, 1973
acrilico, 43x14 cm.





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Il Grande Segno, 1984
bronzo, 187x40x40 cm.

La confluenza nel cosmo del femminile e del maschile viene evocata in opere [in cui] la complessa profondita' del femminile e' sempre sorretta dalla lineare verticalita' del maschile, cosi' che i due elementi, che spesso s'incastrano, si completano a vicenda e diventano tutt'uno come, in un canto, lo sono il silenzio e il suono.

Arturo Schwarz da "Canuti", Edizioni L'Agrifoglio, Milano




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La benedizione dei pani e dei pesci, anni '60
acrilico, 8x13 cm.

L'artista intende con le sue formelle proporre alla meditazione i momenti indicativi di un circuito vitale che dal macrocosmo tempestoso del caos primordiale scende con moto di flusso ininterrotto al microcosmo dell'uomo, e procede con un tenore strettamente dialogico che lega tra loro la natura e l'uomo, la materia e lo spirito.

Elvio Natali in "Nado Canuti", Edizioni Bora, Bologna, 1976




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Presepe francescano, anni '60
bronzo, 8x12 cm.

La presenza grafica di un orizzonte segna spesso nelle formelle il rapporto tra la vicenda umana e il cosmo, come un indice di pietosa "corrispondenza" tra l'umanita' e la natura.

Elvio Natali in "Nado Canuti", Edizioni Bora, Bologna, 1976




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San Francesco, 1973
acrilico, 48x12 cm.





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Occasione da Michelangelo,1993
tecnica mista, 100x150 cm.





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Interno nello studio , anni'80
tecnica mista su carta 109x160 cm.





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Interno nello studio , anni'80
tecnica mista su carta 109x160 cm.





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Il grande fiore
incisione colorata ritoccata a mano

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